Exhibi.TO

15 | 16 | 17 SET 2022

III edizione / MILLE PIANI

Ha inizio la III edizione della manifestazione che apre la stagione dell’arte contemporanea torinese.

Un programma di aperture coordinate, inaugurazioni e proposte che coinvolgeranno gallerie e spazi indipendenti in tutto il territorio di Torino e dintorni.

L’evento coinvolgerà più di 30 realtà, tra gallerie, spazi emergenti e associazioni culturali del territorio: un grande evento collettivo e diffuso che quest’anno si allarga coinvolgendo l’area della provincia di Biella.

Anche quest’anno Exhibi.To offre un programma di tour gratuiti adatti agli appassionati ma anche a chi vuole scoprire la bellezza e il valore dell’arte contemporanea

I tour saranno guidati dagli studenti dell’Accademia Albertina che per l’occasione vestiranno i panni di mediatori culturali. Ogni itinerario include gallerie e spazi indipendenti dal centro alla periferia, per presentare ai visitatori l’offerta culturale diversificata delle realtà artistiche torinesi. 

Exhibi.To chiuderà sabato 17 settembre con uno spettacolo artistico e musicale a Villa Rey, organizzato da Associazione Bastione.

Exhibi.To non è solo una manifestazione ma un’associazione che collabora con una moltitudine di realtà artistiche disseminate sul territorio per valorizzare l’arte contemporanea, la ricerca emergente e l’educazione culturale

Intitolata Mille piani, l’edizione di settembre 2022 è dedicata al concetto di rizoma come modello semantico interdisciplinare alternativo e come principio di coesione sociale. Punto di partenza è l’omonimo saggio filosofico scritto a quattro mani da Gille Deleuze e Félix Guattari nel 1980. Mille piani è un testo dal carattere modulare e a-gerarchico, diviso in “piani” anziché capitoli per affermare la mancanza di una gerarchia tra le parti che lo compongono, sottolineata anche dalla frammentarietà della pubblicazione avvenuta nell’arco di un anno. 

Il rizoma è un fenomeno botanico, che vede le piante svilupparsi in condizioni sfavorevoli, proliferando e dando vita a nuovi nodi in maniera autonoma dal nucleo centrale. Il funzionamento del rizoma è il punto di partenza per una riflessione che investe l’arte e le modalità di creazione e divulgazione culturale: solo accogliendo mille diverse prospettive è possibile produrre relazioni, stimolare il pensiero e creare senso di identità.

MILLE PIANI

Fate rizoma e non radice, non piantate mai! Non seminate, iniettate! Non siate né uno né molteplice, siate delle molteplicità.

Un bulbo, un tubero, una gramigna. In botanica il rizoma è l’evoluzione sotterranea di alcune piante erbacee che in reazione a profondi cambiamenti ambientali decidono di prolungare il proprio corpo e propagarlo altrove, conservando così i nutrienti per le vegetazioni future. 

Il rizoma costituisce il fondamento filosofico e strutturale di Mille piani, testo scritto a quattro mani da Gilles Deleuze e Félix Guattari: un’opera sovversiva e sperimentale dal carattere modulare, a-gerarchico e trans-disciplinare. 

Suddiviso in piani comunicanti e componibili tra loro, il saggio filosofico e sociologico offre al lettore molteplici e labirintiche linee narrative tramite le quali riconsiderare la realtà e le sue sfaccettate possibili pieghe.

Deleuze e Guattari teorizzano la concezione rizomatica del pensiero contrapponendola a quella arborescente, tipica della tradizione occidentale, che si insinua per gerarchie e rigide categorie binarie. Il pensiero rizomatico è in grado di stabilire connessioni produttive in qualsiasi direzione: è infestante, coriaceo e obliquo. Taglia la strada, unisce i punti, evolve come gambi e flussi sotterranei; si sposta a macchia d’olio.

Imitando le strategie e i sistemi con cui la natura reagisce alle avversità, anche la cultura dinanzi a congiunture storiche complesse dimostra la sua capacità di generare relazioni, di stimolare l’intelletto con la creazione di corrispondenze tra emotività soggettiva e coesione sociale.

In occasione della terza edizione di Exhibi.To, le gallerie d’arte e gli spazi emergenti di Torino si intrecciano in un itinerario capillare che attraversa tutta la città, ramificandosi tra i quartieri; percorsi che come rizomi attecchiscono lungo la distesa urbana e confluiscono l’uno nell’altro, tracciando migliaia di piani d’esistenza.

Barbara Ruperti  e  Federica Maria Giallombardo