Exhibi.TO

15 | 16 | 17 SET 2022

Tour

In questa III Edizione offriamo un programma di tour gratuiti per conoscere da vicino gli spazi e gli artisti che partecipano ad Exhibi.To. Gli itinerari disponibili per i tre giorni della manifestazione – da giovedì 15 a sabato 17 – sono organizzati tematicamente seguendo il macro tema curatoriale di questa edizione MILLE PIANI.


Ogni itinerario sarà guidato da una studentessa dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino nelle vesti di mediatrice culturale.

I tour sono gratuiti, le prenotazioni fino ad esaurimento posti possono essere effettuate scrivendo una mail al nostro indirizzo: exhibitotorino@gmail.com.
Punto di ritrovo: Piazza Vittorio Veneto, 5 (davanti al cinema Classico).

Il ritrovo per il TOUR 3 MOLARE // MOLECOLARE è in Piazza Vittorio Veneto, 7 ( Gelateria Nivà)

I 4 itinerari sono tematici e interdisciplinari per delineare sorellanze e affinità che uniscono i vari ambiti del sapere.

Testi a cura di Barbara Ruperti.

Tour 1 – CARTA // CALCO: giovedì 15, dalle ore 15:00

Spazi espositivi: Dr Fake Cabinet, Galleria In Arco, Malinpensa Galleria d’arte by La Telaccia, Société Interludio, Studio 17 con SDA Comitato di Torino, Galleria Umberto Benappi, Galleria Weber & Weber.

Lettere – arte – matematica

Scrivere non ha niente a che vedere con significare, ma con misurare territori, cartografare, perfino delle contrade a venire”.

Il modello rizomatico carta/calco esprime il sodalizio tra ordine e caos, tra formula e incognita. Comune contemporaneamente alla letteratura, all’arte e alle discipline matematiche il sistema carta/calco è il principio essenziale di ogni atto creativo, sia esso umano o naturale. 


Tale equilibrato disegno è rappresentato dall’incontro di due forze opposte: una conservativa che tende alla riproduzione perpetua, il calco, e una riformativa, caotica, disordinata, che spinge ogni cosa fuori dal proprio posto, la carta. 

La carta può essere strappata, rovesciata, adattarsi a montaggi di ogni natura” (Mille piani, 1980), è veicolo versatile e aperto, un foglio bianco dove inventare l’inesistente.
Invece di porre i due termini in antitesi Deleuze e Guattari identificano nello spazio tensivo tra di essi, nel loro rapporto-scontro, la vera energia che da vita al nuovo: carta e calco sono essenzialmente imprescindibili l’uno per l’altra, poiché si alimentano delle proprie reciproche differenze.

Nella matematica questa  discronia prende il nome di “frattale”, un oggetto geometrico la cui forma nasce dalla perfetta serialità dell’algoritmo combinata con l’imprevedibilità dell’incognita. In essi la rigorosa sequenza matematica è connaturata al caos che ad ultimum permette al sistema di evolvere.
Quali materie del sapere sono prodotto della compenetrazione tra techne e folle genialità più delle arti visive e letterarie, delle quali ogni opera è plasmata dell’impronta dei maestri e dei codici del passato e, non di meno, è veicolo delle più grandiose rivoluzioni espressive. Quella che Renato Barilli chiamava “ripetizione differente” dell’arte contemporanea, generata nel contempo dalla dipendenza e dall’emancipazione degli artisti rispetto ai codici linguistici dominanti. Usando le parole di G. Agamben “Appartiene veramente al suo tempo, è veramente contemporaneo, colui che non coincide perfettamente con esso né si adegua alle sue pretese ed è perciò, in questo senso, inattuale; ma, proprio per questo, proprio attraverso questo scarto e questo anacronismo, egli è capace più degli altri di percepire e afferrare il suo tempo.” 


Le gallerie raggruppate sotto tale modello rizomatico sembrano rilevare sorellanze e affinità tra le tre discipline, proponendo le formulazioni contemporanee degli artisti che attraverso la propria opera entrano in rapporto con le tradizioni e gli stilemi del passato.

Partendo da Oltre il buio, la personale che Dr Fake Cabinet dedica a Carola Allemandi. Gli scatti registrati dall’obiettivo fotografico appaiono come impronte di un altrove incorporeo: confrontandosi contemporaneamente con i grandi classici della fotografia e con le potenzialità espressive del mezzo, Allemandi rileva la presenza di essenze incorporee che indagano la fissità del tempo. Galleria Umberto Benappi presenta Encounter Narratives, primo appuntamento della rassegna Promenade, dedicata agli artisti che tra gli anni settanta e ottanta hanno declinato la propria ricerca attraverso l’interpretazione di forme e gesti ereditati dalla storia dell’arte. Le pitture di Gianni Dessì, Alois Mosbacher e László Fehér si fregiano di riferimenti stilistici e iconografici per formulare linguaggi visivi radicalmente eclettici ed innovativi. Un atteggiamento intimo e riflessivo accomuna le opere di Paolo Civera e le sculture di Antonella Stellini, che dialogano negli spazi di Galleria Malimpensa rivolgendo allo spettatore un duplice invito all’introspezione e alla contemplazione estetica.

In occasione della sua prima presenza a Exhibi.To, Studio 17 con SDA Comitato di Torino, espone Rivelazione Giovannea – studi preparatori, a cura di cura Giovanni Saccani, presidente Società Dante Alighieri. Mazzone rinnova lo sposalizio con il tema del sacro confrontandosi con la fonte neotestamentaria dell’Apocalisse di San Giovanni. La mostra raccoglie gli studi preparatori prodotti a partire dalle ispirazioni derivanti dalla Tomba Pizzorni e da altre statue minori, che hanno fornito gli stimoli per affrontare il tema della Rivelazione Giovannea.
All the stars of your night, presentata alla Galleria In Arco a cura di Federica Maria Giallombardo e in collaborazione con Société Interludio, è la personale dedicata a Giuseppe Mulas. Composta in tre atti l’esposizione si svolge in entrambi gli spazi torinesi, situati nei due versanti di Piazza Vittorio Veneto e termina a Cambiano, presso Société Interludio Project Space.Galleria Weber & Weber presenta La goccia scava la pietra, mostra personale di Simone Bubbico. Il titolo accompagna il visitatore in un percorso costellato di disegni, sculture di tradizione classica e silouettes delicate ispirate al mondo vegetale. Le opere appartenenti a diverse serie dell’artista ricalcano poeticamente l’azione leggera e inesorabile della goccia che con misurata lentezza e mirabile pazienza riesce ad erodere persino la dura pietra.

Tour 2 – TERRITORIALIZZAZIONE // DETERRITORIALIZZAZIONE: venerdì 16, dalle ore 15:00

Spazi espositivi: A PICK GALLERY, Circolo degli Artisti, CRAG Chiono Reisova Art Gallery, CSA Farm Gallery in collaborazione con Biennale Piemonte, Febo e Dafne, Quartz Studio.

Geografia – informatica – geopolitica 

I termini territorializzazione e deterritorializzazione si riferiscono alle due diverse fasi dell’incontro con l’altro: il margine che separa territori e culture può diventare ora una frontiera, ora una soglia da attraversare. 

Il rapporto con il margine interessa diverse discipline, dalla geografia fisica, alle geopolitica, fino agli attuali sviluppi della tecnologia informatica. 

Un esempio di tale fluido compromesso ci è fornito da Deleuze e Guattari tramite la parabola della vespa e dell’orchidea.

Nell’arco di millenni l’orchidea ha lentamente plasmato il proprio corpo per accogliere quello della vespa e permettere così la propria fecondazione. Il labello dell’orchidea rappresenta la principale via d’accesso al suo organo riproduttivo: ha margini striati, lobi carnosi e bruni e la sua particolare forma, così simile a quella della vespa, attira gli insetti impollinatori. Grazie a questo processo di metamorfosi l’orchidea si deterritorializza rispecchiandosi nell’immagine della vespa; allo stesso modo l’insetto impollinatore si deterritorializza diventando esso stesso parte dell’apparato riproduttivo del fiore. 

Nell’accezione comune la territorializzazione definisce il vincolo che le comunità stabiliscono con un determinato territorio, istituendone il controllo e stabilendo frontiere che le isolano dall’esterno. All’opposto, la deterritorializzazione rappresenta in senso primo l’abbandono del territorio, ma può essere anche interpretata come la soppressione dei limiti e l’ampliamento degli orizzonti geografici, identitari e culturali. 

Sia per quanto riguarda la geografia fisica che quella umana il concetto di confine è transitorio e soggetto ad una continua negoziazione: se nel primo caso esso dipende dalle modificazioni dell’ambiente, nel secondo è strettamente connesso ai fatti umani: guerre, colonizzazioni e movimenti migratori. 

I rapporti internazionali si giocano sui punti di incontro, sulla capacità divergere temporaneamente dalla propria individualità per convergere in un unico orizzonte comune. Oggi questi sconfinamenti non avvengono solo sul piano fisico ma anche su quello intangibile dell’universo digitale, in cui dati e informazioni viaggiano, diventano oggetto di scambio e di furto determinando conseguenze reali nei sistemi economici, politici e sociali. 

La proposizione rizomatica territorializzazione/deterritorializzazione viene approfondita dalle esposizioni delle gallerie che hanno saputo indagare il concetto di margine e i prodotti artistici e culturali dello sconfinamento. La personale di Alessandro Roma a Quartz Studio a cura di Irina Zucca Alessandrelli The whisper of the peacock becomes a snake è un inno alla rêverie in un mondo vegetale in profonda simbiosi con quello animale. Opere dedicate alla figura del pavone, simbolo dell’incorruttibilità delle carni e di vita eterna che si ricrea continuamente in una cosmogonia seducente dalle tinte violacee e verdastre. Tra sfumature Pop e arcobaleni cromatici, amori lunari e atmosfere drammatiche le illustrazioni di Antonio Pronostico ospitate alla Galleria Febo e Dafne pongono particolare attenzione al contesto e ai luoghi del lavoro: dalle città, alle fabbriche, fino al tema attuale dello smart working, delineando i contorni sfumati che caratterizzano il mondo del lavoro.Un immaginario da sogno, di veneri africane e canzoni d’amore quello che fa da sfondo alle opere di Federico Caputo, presentate presso CRAG Gallery: il titolo della mostra I cieli in una stanza, è un omaggio al cantautore Gino Paoli, ma allude attraverso la dissonante storpiatura alle chimere nascoste nelle crepe della storia. La mostra sviscera e analizza gli stereotipi risalenti all’Italia coloniale, grazie al supporto teorico degli antropologi Nicola Imoli e Michela Mivida Di Meo. La collettiva organizzata da CSA Farm Gallery riunisce sotto il titolo “Vi ripresento…i miei!” i lavori di nove artisti provenienti dalla scuderia di Marcello Corazzini. Esposte senza soluzione di continuità le opere imbastiscono un convivio immaginario al quale ogni visitatore è invitato a partecipare. Gli scatti di Ernesto Cosenza in mostra al Circolo degli artisti, Natur Art, immagine, figure… presenze, presentano un mondo abitato da esseri vegetali antropizzati che sembrano volersi emancipare con tutte le forze dalla dimensione naturale per evolversi in fantastiche ibridazioni inter-specie. Ad ultimum A PICK GALLERY propone tre mostre personali dedicate all’integrazione tra mondo reale e virtuale: le personali di Solimán López e Hasan Elahi, curate da Karin Gavassa, approfondiscono tematiche legate alle più attuali formulazioni digitali del Metaverso, agli NFT, fino ai temi della privacy e dell’auto sorveglianza; la opere di Sven Drühl si servono della computer-grafica per scandagliare il rapporto tra arte, genetica e biotecnologia: i software e gli strumenti tecnologici immergono il visitatore in un paesaggio pseudo-naturale, dislocato nei meandri dell’universo digitale.

Tour 3 – MOLARE // MOLECOLARE: sabato 17, dalle ore 15:00

Spazi espositivi: CAP10100, Galleria Moitre, Mucho Mas! Artist-run space, Norma Mangione Gallery, Galleria Riccardo Costantini, Roccatre.

Chimica – biologia – storia

Il sistema Molare/Molecolare mette a confronto la parte e il tutto. Sostanze e molecole, maggioranze e minoranze sono artefici ex aequo delle trasformazioni che interessano la storia, le specie e gli elementi. Una prospettiva che sovverte la tradizionale gerarchia micro-macro per dimostrare che la realtà è determinata dai grandi poteri e dalle forze minori. 

I termini “Molare” e “Molecolare” derivano dal linguaggio scientifico. La mole definisce uno spazio, un dato quantificato di materia, mentre la molecola è una combinazione temporanea di elementi in equilibrio tra loro. Le molecole creano legami, detti “intermolecolari”, attraverso i quali si fondono con ioni o molecole differenti. Ma le forze intermolecolari sono anche repulsive e quando i legami si sfaldano, le parti disgregate si uniscono in molecole nuove. 

La natura della molecola è un perpetuo divenire. Essa è soggetta a continua trasformazione e racchiude in potenza mille diverse combinazioni. 

Allo stesso modo la storia si dimostra un gioco di forze tra masse e unità. Ogni storia e aggregato sociale si compone di segmenti e flussi: di flussi molecolari che sfuggono e di segmenti organizzati lungo linee molari che li bloccano. Il livello molare è dominante e tende a conservare e sedimentare. I flussi sotterranei a loro volta investono con il loro procedere molecolare le sedimentazioni e le cristillazioni molari, provocando oscillazioni, slittamenti, fratture e riconfigurazioni. 

Il rapporto molare/molecolare regola le relazioni tra la parte e il tutto e riguarda tanto le trasformazioni chimiche, quanto quelle che riguardano la biologia e la storia. Una prospettiva che sovverte la tradizionale gerarchia micro/macro per dimostrare che il mondo microscopico e quello macroscopico sono profondamente connaturati: come gli avvenimenti globali determinano radicali trasformazioni a livello locale, così è dal basso che si scatenano le più grandi rivoluzioni. 

Le gallerie e gli spazi indipendenti racchiusi in questo itinerario hanno indagato le proprietà alchemiche della materia, sia essa pittorica che sociale, mediante delle mostre che al canone puramente estetico hanno associato valori e pratiche di natura politica e collettiva.

Da Roccatre propone una collezione di mirabilia, opere di ventiquattro autori tra nomi storici e artisti contemporanei. Una camera delle meraviglie, o meglio una Kunstkammer, in cui non vige alcuna differenza né gerarchia, solo la singola unicità della pittura. Dal testo a cura di Olga Gambari “Ciascuno una storia, una memoria, una voce, un corpo. Ciascuno testimone e scrigno. Entità che si attivano al contatto con lo sguardo, i sensi, il pensiero dell’osservatore.” 

Altre sfaccettature concettuali della pittura vengono proposte dalla Galleria Riccardo Costantini, nella personale Cose pensate, esposte, scritte dedicata a Nicola Ponzio. Una selezione di lavori che spaziano dall’astratto alla fotografia, incorporando entro la patina pittorica le variazioni fisiche e speculative determinate dallo scorrere del tempo.
Una seconda esposizione per l’artista Lavinia Raccanello a Galleria Moitre: dopo la prima Esercizi di stile 1998 l’artista torna a sviluppare la sua ricerca legata agli accadimenti accorsi alla fine degli anni Novanta alle figure di Maria Soledad Rosas, Edoardo Massari e Silvano Pelissero. Curiosità e Anarchia, è la naturale conseguenza di un processo di inchiesta che ha permesso di giungere ad una nuova tappa della conoscenza su avvenimenti e retroscena sui fatti di cronaca che in tempi recenti sono diventati oggetto di analisi storica. Presentate nell’appendice espositiva del festival La postura del Consenso CAP10100 le opere di Francesca Fiordelmondo e Beatrice Furfari esplorano il concetto di gender gap, come un fenomeno sociale trasversale che attraversa il mondo femminile, queer e transgender. Una mostra fortemente politica in cui le voci intime e soggettive delle artiste si uniscono al boato della contestazione transfemminista. Da Norma Mangione Gallery le opere di radicale delicatezza di Anita Leisz si dispiegano in una personale che racchiude e sintetizza le ricerche condotte dall’artista sul materiale e sull’essenza della pittura. Da Mucho Mas! Artist-run space la mostra dedicata ad Alice Faloretti a cura di Elena Bray. Sòglie è un itinerario personale in cui il recondito immaginario dell’artista si svela sotto forma di un’inedita morfologia naturale: molteplici visioni di paesaggi emergono in un unico continuum spaziale, susseguendosi in un flusso di coscienza visivo che esplora il concetto di luogo: una matrice intangibile, “che dà frutti diversi, ma la cui organicità si fa in qualche modo presente”.

Tour 4 – LISCIO // STRIATO: sabato 17, dalle ore 15:00

Spazi espositivi: Associazione Bastione, Galleria Biasutti&Biasutti, FANG ARTE, Galleria Gliacrobati, Metroquadro, Oggetti Specifici.
Ultima tappa del tour alle 21:00 per l’evento finale organizzato da Associazione Bastione a Villa Rey (Strada Val S. Martino Superiore, 27)


Urbanistica – psicologia – sociologia

Vi è un legame tra la costruzione dello spazio e le forme che assume il paesaggio interiore di chi lo abita. Architetture, strade e deserti: ogni luogo scrive nella nostra coscienza partiture invisibili ma essenziali. Il rapporto tra spazio e individuo interessa diversi ambiti, dall’urbanistica alla psicologia, fino allo studio dei comportamenti sociali. 

Le direttrici filosofiche Liscio e Striato tracciano convergenze e sinergie tra le geografia esteriore, urbana o naturale, e quella interiore dell’Io individuale e collettivo. Il liscio è essenzialmente uniforme, libero e disponibile al contributo dell’inconscio. Lo striato al contrario è basato sulla divisione e sulla categorizzazione razionale stabilita da regole binarie e gerarchie imprescindibili.
Deserti, steppe, mari sono esempi di spazio liscio, distese ampie modellate dal vento e dal flusso ininterrotto di esistenze nomadi, animali e vegetali. Di natura parallela è lo spazio striato, un regime di barriere, muri e recinzioni stabilito dalle popolazioni umane stanziali.

La storia dell’umanità si potrebbe definire come la sintesi tra duplici forze tensive e contrastanti: da una parte il desiderio di striare il mondo naturale e, dall’altra, l’anelito di attentare alle rigide frontiere della ragione.  

Nel suo tentativo di andare oltre il conscio e il visibile, la geografia umanistica si è concentrata sulla soggettività e sulla relazione fra il corpo, il soggetto e il suo posto nel mondo. 

Dalla matrice psicoanalitica di Lacan, alla psicogeografia lettrista e situazionista, fino alla filosofia di Deleuze e Guattari, il paesaggio fisico e il paesaggio mentale arrivano a un certo punto della storia a sovrapporsi e a rispecchiarsi l’uno nell’altro.  Il soggetto, osservando il paesaggio, proietta sul mondo la sua capacità creativa, trovando in quel “fuori di noi” che ci scava e ci corrode, come direbbe Foucault, il senso della propria umana esistenza.

La casa è segmentata secondo la destinazione delle sue stanze, le strade in funzione dell’ordine della città, la fabbrica secondo la natura delle mansioni e delle operazioni previste dalla linea di produzione. Allo stesso modo il paesaggio incontaminato e naturale, con le sue fronde selvatiche e le sue efflorescenze spontanee e incontrollate è alcova di sogni e pulsioni irrequiete, sopite come gemme perenni sotto al manto invernale della nostra umanità.

Accanto a una «realtà» geografica, ritenuta oggettiva e verificabile, vi sono le «altre» geografie, quelle che si formano nella mente degli individui. Quelle relazioni uomo-ambiente sono governate da complessi sistemi simbolici. 

Le gallerie e gli spazi indipendenti inclusi entro tali confini tematici hanno sviscerato gli universi interiori e le ataviche suggestioni che lo spazio riverbera nell’anima dei suoi abitanti, con una particolare attenzione agli aspetti psicologici ed emotivi. La galleria Biasutti & Biasutti propone la personale Le parole e i colori di Gabriele Turola, un’antologia dedicata al mondo della natura attraverso intimi racconti e poetiche interpretazioni. Protagonista è il colore, inteso come medicina che consola e lenisce l’anima: attraverso la vivacità cromatica della pittura di Turola immagini naturali, donne, animali, piante e minerali diventano un pretesto per esprimere il mistero del mondo. Con la personale Il Giardino Reciso presentata presso la galleria metroquadro, Gianluca Capozzi propone una costellazione di opere assemblate in dialogo e sotto la cura di Andris Brinkmanis. Partendo dalla sua ricerca sulla psichedelia e ispirandosi al pensiero magico sudamericano, quello orientale e alle nuove scoperte della fisica quantistica, Capozzi costruisce degli universi complessi e ben articolati, percepiti al di sotto dalla prorompente vitalità della patina pittorica.